GIORGIO ANTONUCCI

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Cominciai a capire che la medicina non funzionava quando entrai negli ospedali e mi accorsi che le relazioni con i vivi sono condotte con la stessa indifferenza che si ha verso i morti. E scoprii che la nostra medicina è un intervento sull’oggetto da accomodare. [...]

 Appare bizzarro, ed è terribile e disumano che, nel momento in cui una persona sta soffrendo, non ci sia il minimo interesse umano per quanto prova. È un modo che facilita la morte, un modo accettato passivamente da tutti, come se fosse naturale. L’ospedale così com’è oggi non risponde assolutamente alle necessità dei cittadini; è un luogo dove si va per essere riparati come degli oggetti, o dove si va a morire senza che nessuno prenda in considerazione il fatto che non siamo degli oggetti, bensì persone.(Giorgio Antonucci)

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OPERE

 

il-telefono-viola-contro-metodi-psichiatria

di Giorgio Antonucci  ed Alessio Coppola

1989 edizioni Elèuthera

Davide subisce l'amputazione della gamba a causa di un ricovero coatto. Valerio e Teresa vengono per decine di anni legati e segregati per semplice ignoranza ed emarginazione sociale. Claudio pensa di essere perseguitato dalla CIA e per questa convinzione viene perseguitato di fatto dalla psichiatria. Altri, come Carlo Rellini, muoiono ancora oggi a causa dell'elettroshock. Le storie riportate in questo libro, fra le tante vissute al telefono viola nei suoi primi quattro anni di attività, sono state scelte non in base a criteri di curiosità giornalistica, ma in quanto rappresentative di problemi che fanno parte dell'esperienza quotidiana di migliaia di persone.

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SAGGISTICA

fouc

Le lezioni tenute al Collège de France tra la fine del 1973 e l’inizio del 1974 sono sorprendentemente attuali. Siamo negli anni caldi del dibattito antipsichiatrico, della rivoluzione manicomiale di Franco Basaglia e degli esperimenti di Thomas Szasz, di David Cooper e della londinese Kingsley Hall, uno dei primissimi centri di accoglienza non segregativi. Foucault riprende il tema della Storia della follia, in cui aveva ricostruito la genealogia del manicomio e del potere medico-psichiatrico come conseguenza dei progressi del sapere scientifico.

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sentirelevoci

Sentire le voci non è una malattia ma un modo e una possibilità della percezione umana. Questa esperienza percettiva, come ogni altra che riguarda i nostri sensi e la nostra sensibilità, non va curata, né trasformata a priori, ma compresa e gestita.

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image

morire, invisibili, sotto gli occhi di tutti. E’ il caso di Francesco Mastrogiovanni,maestro elementare di 58 anni, morto nel reparto psichiatrico dell’ospedale di Vallo della Lucania, le cui ultime ore di vita vengono raccontate da Costanza Quartiglio nel suo film documentario “87 Ore”.

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Divieto d'infanzia. Psichiatria, controllo, profitto.

Chiara Gazzola, 2008. "Divieto d'infanzia. Psichiatria, controllo profitto", Biblioteca Franco Serantini". ISBN 978-88-894113-31-9.

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Il libro di un pazzo

Il libro di un pazzo, l'autobiografia di Giovanni Antonelli, una delle figure più eccentriche, scomode e dimenticate della società letteraria italiana a cavallo tra Otto e Novecento.
Nell'introduzione al libro, riprodotta qui di seguito, racconto qualcosa di questo strano personaggio, cui sono riuscito a restituire anche una data di nascita e di morte, fino ad oggi ignote, rovistando negli archivi.

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cipr

Lo psichiatra riluttante, Piero Cipriano, torna a raccontare di  depressi, schizoidi, suicidi, hikikomori, nichilisti, rom, migranti, cristi in croce e anormali d’ogni sorta, nel suo terzo libro La società dei devianti (Elèuthera 2016). Lo fa senza perdere il tratto acuto di una scrittura leggera e di un pensiero critico che ha caratterizzato il suo esordio e completa, così, una trilogia che fornisce, anche ai non esperti, un quadro di insieme dei servizi di salute mentale e delle pratiche psichiatriche.

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GIORGIO ANTONUCCI

Il pregiudizio psichiatrico

9788885861992B

Autore- Giorgio Antonucci

Coordinatore del testo- Alessio Coppola

Prefazione Thomas Szas

Edizioni Eleuthera

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La psicologia non si è sviluppata come conoscenza della complessità e della ricchezza creativa della vita interiore dell'uomo, ma piuttosto come disciplina del controllo dei costumi e come strumento di custodia e di sorveglianza del buon comportamento sociale.

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9788885060692-us

Autore Giorgio Antonucci - Casa editrice Eleuthera

La presentazione e le recensioni di Pensieri sul suicidio, saggio di Giorgio Antonucci edito da Eleuthera. Parlare di suicidio è difficile, come è difficile parlare di tutti i problemi relativi alla morte. I filosofi girano intorno al problema della morte come farfalle intorno al fuoco. Il suicidio, poi, lo trattano di rado, in modo per lo più moralistico. Allora siamo ancora agli inizi, c'è appena un tentativo di pensiero, uno sguardo dentro il pozzo di questa estrema - estrema per davvero - scelta di libertà umana, a volte lucida, spesso disperata.

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Cominciai a capire che la medicina non funzionava quando entrai negli ospedali e mi accorsi che le relazioni con i vivi sono condotte con la stessa indifferenza che si ha verso i morti. E scoprii che la nostra medicina è un intervento sull’oggetto da accomodare. [...]

 Appare bizzarro, ed è terribile e disumano che, nel momento in cui una persona sta soffrendo, non ci sia il minimo interesse umano per quanto prova. È un modo che facilita la morte, un modo accettato passivamente da tutti, come se fosse naturale. L’ospedale così com’è oggi non risponde assolutamente alle necessità dei cittadini; è un luogo dove si va per essere riparati come degli oggetti, o dove si va a morire senza che nessuno prenda in considerazione il fatto che non siamo degli oggetti, bensì persone.(Giorgio Antonucci)

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Autori vari

libertà sospesa

Giuseppe Allegri- Giorgio Antonucci-Ascanio Celestini-Ines Ciolli-Gioacchino di Palma-renato Foschi-Giuseppe Calzerano- Nicola Viceconte

Prefazione di Philippe G.Zimbardo

Edizioni Fefè- 2012

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Piero Cipriano

il manicomio chimico

Cipriano non a caso è riluttante, ovvero come dice il vocabolario uno "scarsamente disposto a cedere, concedere, acconsentire". Il Sole24Ore

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la fabb della mente

L'establishment psichiatrico definisce il nostro lavoro come privo di serietà e rispettabilità scientifica. Il giudizio non può che lusingarci, dato che esso ci accomuna, finalmente, alla mancanza di serietà e di rispettabilità da sempre riconosciuta al malato mentale e a tutti gli esclusi. (Franco Basaglia)

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